02
Jun
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02
Jun
30
May
Qual è per lei il rischio di una lista civica laterale al Pd?
“La fine del partito, spolpato della sua vocazione. Altro che nuovo inizio. Se il Pd per avere consenso deve rinunciare al suo ruolo e confinarsi nella mera rappresentazione dei burocrati, è la fine. Siccome credo nelle possibilità dei democratici, trovo questo ragionamento perfino offensivo…Ma io sono coerentemente, coraggiosamente e orgogliosamente dentro il Pd. Ciò che sta fuori non m’interessa. Il mio campo è questo: sono l’unico sindaco del Pd che governa con una giunta monocolore. E chi è stato eletto a Palazzo Vecchio dentro le liste civiche, è iscritto al Pd: lezioni di appartenenza e lealtà non le prendo”.
Come? “Con le primarie”.
Quali primarie? “Quelle di partito”.
28
May
“Ci copiano tutto. Ma non sono credibili in nulla: chi ha retto le palle ai potenti, finira’ spazzato via.
Sereni,
we shall overcome”
22
May
“Certo, ci saranno ore e ore di discussione in via del Nazareno. E noi aspetteremo con pazienza la decisione. Però Bersani non può pensare di non farle”
14
May
How America really chooses its president. Economist.com, 9 May
13
May
Sono sempre più convinto che l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti farebbe molto bene alla politica italiana. Manderebbe a casa diversi dei troppi parassiti, anche del sottobosco. E ai giovani che gestiscono siti e social network dei politici farebbe capire che fare politica significa dare battaglia per le proprie idee, in prima persona, e non per quelle di altri in cambio di “4 spicci”.
12
May
Quanti giovani ho io conosciuto che senza conoscere l’abc dell’economia politica si perdevano ancora nei garbugli della teoria del valore; o che allo studio della realtà attuale preferivano l’esegesi sottile degli infiniti e contraddittori passi dell’opera marxista o che tutto il loro studio pnevano nell’ereditare non il suo spirito ma il suo stile, fatto di opposizioni saisissantes e di giudizi tranchants…Ma ciò speriamolo appartiene ormai al passato. (…) Basta avere assistito a conferenze di propaganda marxista per comprendere qual sorte sia riserbata a quel meschino che si proponga di spicciolare una concezione così cerebrale e complessa come la teoria della prassi che si rovescia. Io vi assistetti e ne rimasi erudito. Ora è chiaro che il marxismo che a noi veramente interessa, non è il marxismo più o meno puro di una eletta di iniziati, ma quello spurio dei gregari. Ciò che conta, in ultima analisi,è quel tanto di verità, di stimoli, di idealità, che si riesce, con l’ausilio di una dottrina, a far giungere a una massa. Il marxismo non è la dottrina della contemplazione platonica